Il Paese e la sua Storia

 

     
   

NOVITA' IN VETRINA - SAGGISTICA

  
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ANDREA RICCARDI

L’INVERNO PIù LUNGO

 

 

Descrizione:

Ai tempi in cui Roma è città aperta e alla mercé dei tedeschi, tra le mura e i vicoli della città si consuma una guerra di fuggiaschi e nascondigli. È una guerra nascosta e cruenta che porta i civili in prima linea: cittadini, uomini e donne di chiesa, Pio XII in persona. Né potrebbe essere diversamente visto che Roma, di fatto e per comune sentire, non è più la capitale dell'effimero regime fascista della Repubblica sociale ma in tutto e per tutto la città del papa. E come lui non combatte l'occupazione ma nemmeno cede; resiste, si impegna a sopravvivere, aiuta i ricercati a nascondersi. Gli occupanti tedeschi lo avvertono e impongono il regime duro. In una Roma assediata dove le croci uncinate sostano sotto le finestre del papa, i nazisti catturano quasi duemila ebrei; muoiono nei campi di concentramento, alle Fosse Ardeatine. All'incirca diecimila, invece, sopravvivono nascondendosi in case private, nei conventi e nelle parrocchie, negli ospedali, nelle istituzioni e nei territori della Santa Sede. Taluni di quelli che sono venuti in aiuto ai perseguitati sono stati riconosciuti come 'giusti'. Di molti si è persa ogni traccia. Lungo queste pagine Andrea Riccardi richiama dall'oblio la storia di uomini e donne comuni che, quando il male ha bussato alle loro porte, hanno mostrato un grande coraggio, hanno condotto una vita fuori dell'ordinario e sono poi tornati, semplicemente, a quella di ogni giorno

  
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MASSIMO FRANCO

ANDREOTTI : 
la vita di un uomo politico, la storia di un epoca

 

 

Descrizione:

Pur non avendo più ruoli di governo o cariche istituzionali, Giulio Andreotti sembra incombere tuttora sulla scena politica italiana. Perché? Forse perché è diventato, a torto o a ragione, la personificazione dell'uomo di potere: una condizione che lo colloca in una dimensione atemporale e, dunque, sempre 'attuale', tanto da farlo apparire come la metafora vivente di un'Italia in cui il passato non è mai solo passato. Scriverne la biografia significa, quindi, analizzare un'epoca che proietta le sue rughe e le sue trame sul presente, ma anche attraversare novant'anni di fascismo, monarchia, democrazia; e incrociare pontefici, capi di Stato, uomini politici, magistrati, preti, suore, attrici, mafiosi, galoppini. Massimo Franco affronta questa sfida seguendo la silhouette curva di Andreotti nei passaggi cruciali e nei meandri di buona parte del Novecento. E racconta come sia potuto accadere che il ragazzo definito da Alcide De Gasperi "un giovane vecchio" si sia trasformato nel simbolo più controverso della politica italiana. Ha ritrovato pagelle ingiallite, vecchi libretti universitari e una straordinaria galleria di fotografie (alcune inedite, altre dimenticate), ha parlato con protagonisti e comparse dell'andreottismo, ha scovato documenti riservati negli archivi dell'Istituto Luigi Sturzo, a cui il senatore a vita ha consegnato le sue carte, e ha incontrato i magistrati che lo hanno accusato e gli avvocati che lo hanno difeso. Infine, ha avuto il privilegio di raccogliere le sorprendenti confidenze della famiglia, rimasta finora trincerata in una riservatezza che sconfina nell'anonimato. A emergere con forza è la storia di una dura lotta per la sopravvivenza - secondo Elias Canetti, "la situazione centrale del potere" - ed è proprio da grande sopravvissuto del potere che Andreotti incarna oggi i valori e il dramma di una parte moderata del paese, in bilico fra vecchi e nuovi ancoraggi, nella cui indifferenza ostile alla Seconda Repubblica si indovinano l'amarezza e la frustrazione di una nomenklatura e di un mondo spazzati via dopo aver vinto la guerra fredda contro il comunismo. Così, se l'esito dei suoi processi diventa la più clamorosa prova del rapporto irrisolto fra sistema politico e magistratura, l'attrazione quasi morbosa che esercita il suo mito lascia intravedere non ciò che è stato Andreotti, ma piuttosto quello che continua a essere l'Italia. Alla fine, del senatore a vita più chiacchierato del dopoguerra resta indelebile l'immagine del guardiano di un eterno Purgatorio di verità affondate nelle pieghe più recondite della nostra storia e gelosamente custodite nel timore che possano aprire le porte non del Paradiso, ma dell'Inferno.

  
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ROBERTO CALASSO

LA FOLIE BAUDELAIRE

 

 

Descrizione:

Al centro di questo libro si trova un sogno - l'unico che Baudelaire abbia raccontato. Entrare in quel sogno è immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo Baudelaire ma ciò che lo circonda. Dove spiccano due pittori di cui Baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: Ingres e Delacroix; e due altri che solo attraverso Baudelaire possono svelarsi: Degas e Manet. Secondo Sainte-Beuve, perfido e illuminato, Baudelaire si era costruito un "chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso", che chiamò "la folie Baudelaire" (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all'ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema del Kamcatka romantico". Ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai più inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. Anche i più opposti, da Rimbaud a Proust. Anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per ciò che apparve da allora sotto il nome di letteratura. Qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come "la folie Baudelaire" venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. Un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi - e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di Parigi.

  
CORPO A CORPO .jpg (125954 byte)

BARICCO, CABELLO E ALTRI

CORPO A CORPO : LE INTERVISTE IMPOSSIBILI

 

 

Descrizione:

Il gioco è questo: si chiede ad alcuni grandi scrittori del nostro tempo di scegliere un personaggio storico o mitologico o letterario o immaginario pensandoci bene. Perché deve trattarsi non di un personaggio qualsiasi, ma del loro personaggio: rovistando nel tempo lungo della Storia possono trovare un amore lontano, un maestro, un doppio, un nemico: in ogni caso uno a cui hanno delle domande da fare. E anche inventarsi le risposte diventa una forma d'interrogazione o di rispecchiamento, se ci si lascia guidare da un'ossessione, da una simmetria, dall'ironia o dalla complicità. Così Baricco e Victoria Cabello scelgono Rossini, Camilleri Venerdì di Robinson Crusoe, Vinicio Capossela Bach, Carofiglio Tex Willer, Emma Dante Polifemo, Lucarelli Edgar Allan Poe, Odifreddi Galileo Galilei, Scurati Garibaldi, Walter Siti Ercole, Pincio Kurt Cobain, Gianmaria Testa Fred Buscagline. Un gioco nuovo che si misura con la tradizione: erano i primi anni Settanta quando la Rai rivolse lo stesso singolare invito ad alcuni dei maggiori scrittori e intellettuali italiani, tra cui Italo Calvino, Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Giorgio Manganelli, Vittorio Sermonti, Edoardo Sanguinetti.

  
ANNOIARSI CHE FELICITÀ!.jpg (72590 byte)

PATRICK LEMOINE

ANNOIARSI CHE FELICITà!

 

 

Descrizione:

Basta con la superattività del mercoledì, pietà per le mamme e i papà che corrono tutto il giorno portando i figli all'allenamento di calcio, al corso di danza, in piscina o a ripetizione. Basta con gli impegni culturali obbligati e mai sopportati, basta con i divertimenti a tema, viva le vacanze in panciolle. Lasciateci sbadigliare in santa pace! Attenzione, la noia è indispensabile alla nostra sanità mentale, a forza di rifuggirla potremmo trasformarci in robot che oscillano senza sosta dalla frenesia alla depressione.

 

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